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Facebook batte tutti i record e mostra qualche crepa

Come se la passa Facebook

 

Il mese scorso il padre di tutti i social network ha festeggiato il suo 14esimo compleanno raggiungendo la cifra record di 2,1 miliardi di utenti registrati. Ma nel momento in cui si afferma come il media più importante del pianeta e della storia comincia mostrare i primi segni di crisi.

La squadra speciale per la comunicazione politica

Una notizia di un certo rilievo, che in Italia è stata poco diffusa, è quella della scoperta dell’esistenza di una speciale unità operativa che il social di Menlo Park sfoderava su richiesta di partiti politici e governi. Una vera e propria arma non convenzionale che veniva sganciata sui social dei paesi target influenzando le campagne elettorali. India, Germania, Argentina, Scozia e gli stessi USA sono stati i paesi in cui questa squadra speciale ha potuto dimostrare la propria efficacia, concludendo ogni volta la missione con un successo. Da notare che la tattica impiegata verteva essenzialmente sull’impiego di un esercito di troll capace di influenzare la percezione e l’agenda del dibattito.
Per maggiori dettagli: Voltairenet.org

La fuga dei giovani

Nel 2017 2,8 milioni di utenti nella fascia d’ età sotto i 25 anni hanno abbandonato la piattaforma. E altre 2,1 milioni nella stessa fascia di età saranno persi durante l’anno in corso (dati eMarketer). I canali che beneficiano di questi utenti sono essenzialmente Instagram e Snapchat. Quindi almeno in parte Zuckerberg riesce a contenere questa perdita di pubblico entro il proprio confine aziendale.
Questi dati indicano chiaramente che il pubblico più giovane sta cambiando il proprio comportamento social e si sta indirizzando verso forme di contenuto basate più sui materiali foto-video, a discapito di quelli testuali. Un allontanamento dalla parola scritta che già il grande successo delle note vocali faceva presumere.
Inoltre la natura effimera dei contenuti postati in forma di stories è preferita perché percepita come meno impegnativa e libera da conseguenze sgradevoli, rispetto a genitori, insegnanti e anche futuri datori di lavoro.
Facebook è quindi destinato a diventare la piattaforma degli utenti più maturi? Oppure Zuckerberg riuscirà a trovare il modo di riavvicinare i giovani? Difficile dirlo dalle nostre scrivanie, ma la stratificazione di offerta già garantita dall’accoppiata Fb-Ig potrebbe essere assai funzionale per Menlo Park, che in questo modo potrebbe lavorare su target diversi che hanno una diversa spendibilità pubblicitaria e modalità di fruizione complementari.

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