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L’importanza dei video come social content

L'importanza dei contenuti video

La tendenza degli ultimi mesi, per quanto riguarda il social marketing, è di puntare decisamente sui video, più complicati da produrre rispetto alle immagini fotografiche, ma decisamente più efficaci, sia in termini di viralità (numero di condivisioni) che di engagement (numero di interazioni). I video hanno inoltre la capacità di aumentare la qualità percepita del brand che li realizza e li pubblica. D’altro canto bisogna sottolineare che la diffusione organica dei video non è più premiata da Facebook, come succedeva fino all’ultimo aggiornamento dell’algoritmo, ma segue le stesse percentuali del posting con immagini.

Per le aziende di qualsiasi dimensione e fatturato diventa quindi imperativo produrre materiali video che presentino un giusto compromesso tra qualità e costo di produzione. Le aziende più grandi si dotano spesso di un videographer interno, che si occupa appunto di realizzare reportage giornalieri (o quasi) di tutto quello che avviene in azienda, di eventuali eventi esterni, e di progettare e realizzare spot promozionali in occasione di lanci di nuovi prodotti e servizi. Che una sola risorsa interna possa  eseguire mansioni così diverse non è né facile né frequente, per cui molte agenzie di comunicazione si stanno specializzando nella produzione di video a basso costo, tempi di produzione veloci e diffusione sui canali social dei committenti.

MetodoNove dispone di un reparto interno composto da copywriter, art director, videomaker, tecnico del suono e specialista nella post-produzione che è in grado, in due settimane lavorative, di produrre materiali per qualsiasi esigenza, con qualità 4K e formati ottimizzati per tutte le piattaforme social.

Da un punto di vista realizzativo nel nostro lavoro partiamo sempre da 5 punti fondamentali.

1.       Pensare mobile-first. La grande maggioranza delle persone si connette al web dal proprio smartphone, quindi i video pensati già per questi device ottengono tempi di permanenza (di visualizzazione) maggiori e più alta memorabilità.

2.       Nei primi 3 secondi il marchio, ma soprattutto il prodotto che si vuole promuovere, deve essere visualizzato, altrimenti si rischia di essere “skippati”.

3.       Non esaurire il messaggio nei primi secondi in modo tale da spingere chi guarda a proseguire con la visione, aumentando così le possibilità che il video rimanga impresso nella memoria.

4.       I video che registrano i maggiori tassi di engagement sono i mini tutorial e quelli che raccontano una storia, preferibilmente quella del brand (il famoso storytelling). Sono perfetti quindi i video che spiegano come utilizzare o realizzare determinati oggetti oppure quelli che mostrano il “dietro le quinte” della vita di un’azienda.

5.       Per quanto riguarda la durata ideale di un video non esiste una risposta univoca, tuttavia alcuni studi condotti sui video online delle pubblicità negli Stati Uniti e in Canada hanno mostrato che gli spot più visti per intero sono quelli della durata di 15 o 30 secondi. In generale puntare sulla brevità è preferibile se il target è costituito da giovani o quando il marchio e/o i suoi prodotti sono molto noti, perché si dispone di loghi e immagini riconoscibili che riescono ad essere d’impatto in un lasso di tempo più breve. Se invece l’obiettivo è raccontare una storia per stabilire una connessione emotiva con lo spettatore è meglio ricorrere a video più lunghi.